Cose da vedere a Taormina |
| Il Teatro
Greco di Taormina:
è il secondo
dei teatri classici in Sicilia per grandiosità, dopo quello di
Siracusa.È stato costruito in epoca ellenistica, mediante lo spianamento della cima del colle. Venne trasformato e ingrandito in epoca romana. Recentemente sono state effettuate numerose opere di restauro. L'edificio è stato costruito sfruttando la conformazione naturale del terreno, alcuni gradini della cavea sono stati ricavati direttamente dalla roccia. Un porticato a grandi pilastri circondava la sommità della cavea verso l'esterno. I ruderi della scena conservano la parete di fondo, in esso si trovano delle nicchie e delle colonne in marmo. La scena è ornata ancora oggi dagli stessi colori: il rosso dei mattoni, il bianco delle colonne in marmo, l'azzurro intenso del cielo. Dietro la scena sono presenti resti di portici e lateralmente i parascenia, destinati agli attori e agli arredi scenici. In
età romana il teatro fu adibito a spettacoli gladiatorii, l'orchestra
originaria fu trasformata in un'arena circondata da un alto podio. Alla
scena rimaneva solo la funzione di prospetto decorativo, il teatro divenne
di fatto un anfiteatro. L'acustica è ancora notevole.Recentemente,
il teatro è stato sede di notevoli manifestazioni, ha, infatti,
ospitato il premio David di Donatello, una delle più importanti
manifestazioni del cinema italiano e la rassegna internazionale del
cinema Taormina e Arte. |
|
Taormina |
Il
mare non rientra nel territorio di gestione della Riserva, pur essendone
parte integrante. Offre ospitalità ad una miriade di variopinti
organismi, dalle alghe che arricchiscono i fondali a tutti gli esseri
che fra esse trovano ricovero e cibo. Interessanti sono gli incontri in
cui ci si imbatte se si prova a curiosare al di sotto della superficie.
A qualche centimetro di profondità si possono vedere decine di
piccoli animali, fra cui crostacei, molluschi e pesci di scogliera, intenti
a brulicare tra le alghe in cerca di cibo. Il sarago fasciato Con l’ausilio di maschera e pinne, spingendosi a pochi metri di profondità, numerosi pesci si esibiscono in evoluzioni di gruppo che lasciano con “il fiato sospeso”, mostrando i loro colori accentuati dai riflessi della luce del sole. Spingendosi ancora oltre, con qualche colpo di pinna in più, si nota il diminuire della vegetazione, a causa della minore quantità di luce presente. Anche qui comunque non mancano suggestivi incontri; questa volta, bisogna guardare in prossimità degli anfratti o delle zone d’ombra, dove è facile imbattersi in pesci o molluschi di taglie decisamente più interessanti, intenti di solito a sorvegliare l’ingresso della propria tana o appostati in attesa di una preda. Infine, quando l’ossigeno a nostra disposizione sta per esaurirsi, costretti a ritornare in superficie, lungo la risalita siamo ancora in tempo per osservare, aiutati dalla luce che filtra, una infinità di minuscoli esseri che si lasciano trasportare dalle correnti, solitamente trasparenti o dai colori iridescenti. |
![]() |

